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L'importanza dei liquidi nella vita umana
I liquidi sono indispensabili per garantire un equilibrio del corpo umano, contribuiscono infatti a: · mantenere la giusta temperatura corporea;
· sciogliere altre sostanze nutritive;
· aiutare lo scambio di ossigeno ed anidride carbonica nei polmoni;
· aiutare il corpo a liberarsi di scorie.
Le bibite analcooliche sono un mezzo piacevole e rinfrescante per soddisfare una parte del fabbisogno di liquidi del nostro fisico e mantenere un buono stato di salute. L'ingrediente principale è infatti l'acqua.
Per comprendere meglio la necessità di assunzione dei liquidi, è sufficiente pensare che un essere umano può sopravvivere per più di 30 giorni senza cibo, ma senza bere solo per pochi giorni.
La varietà di cibi e bevande consumati nelle giuste quantità è alla base di una dieta piacevole e bilanciata.
Di quanti liquidi abbiamo bisogno?
Stando agli esperti, un adulto di medio peso ha bisogno di 1,5-2,5 litri di liquido al giorno. I soggetti che svolgono attività fisiche o che vivono in ambienti dal clima caldo o umido ne richiedono quantità maggiori.
I bambini fisicamente attivi sono maggiormente sensibili agli stimoli del calore rispetto agli adulti perché non sono in grado di disperderlo in modo altrettanto efficiente. I bambini poi possono non avere l’istinto di bere quantità sufficienti a sostituire i liquidi persi durante un’attività prolungata, specialmente al caldo.
Nonostante una parte del fabbisogno di liquidi venga soddisfatto dall’acqua contenuta nei cibi, una grande quantità, da 1 a 2 litri, deve essere assunta attraverso l’acqua, le bibite, i succhi di frutta ed altre bevande. Senza un sufficiente apporto di liquidi il corpo umano si disidrata.
Le bibite analcooliche quindi rappresentano un elemento importante per contribuire a soddisfare il fabbisogno quotidiano di liquidi.
La disidratazione può verificarsi con maggior frequenza quando si svolgono attività sportive o in casi di malattia con febbre, in cui è importante reintegrare le quantità di liquido del corpo.
La disidratazione non consente al corpo di regolare la propria temperatura e può provocare stress da calore.
Tra le conseguenze della disidratazione, la stanchezza, il mal di testa, la difficoltà di concentrarsi ed un malessere generale.
Bere i quantitativi giusti di liquidi aiuta a sentirsi bene per tutta la giornata.
È importante bere prima di avere sete.
Quando si ha sete c’è già un segnale di allarme, che indica un deficit di liquidi. Per questo si raccomanda di bere spesso, soprattutto a quelle persone che hanno una soglia della sensazione di sete bassa, come nel caso degli anziani.
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Qualche consiglio pratico per bere in modo piacevole e sano:
· consumare almeno 1/2 litri di bevande al giorno;
· bere spesso nel corso dell’intera giornata;
· bere di più quando la temperatura è più alta o quando il livello delle attività fisiche aumenta;
· programmare in modo vario e creativo cibi e bevande: la varietà di cibo e di bevande assicura un piacere, un gusto, una soddisfazione che rendono più pratico e semplice nutrirsi nei quantitativi giusti.
Che cos'è una dieta bilanciata?
Una dieta bilanciata deriva dal consumo di una varietà di cibi e bevande in una corretta quantità ed in relazione al dispendio energetico legato al tipo di vita. Al costante dispendio energetico deve corrispondere un altrettanto costante apporto di energia, vale a dire un equilibrio fra energia consumata ed energia prodotta.
Quando si discute di diete bilanciate, si tende spesso a dimenticare il ruolo fondamentale giocato da un adeguato apporto di liquidi. È importante spiegare e sottolineare l'importanza di bere.
Se si accumula più energia di quanta se ne consuma, l'eccesso calorico degenera in grasso, determinando un aumento di peso.
Ogni cibo o bevanda può fare parte di una dieta bilanciata. Cibi e bevande non sono soltanto delle risorse energetiche, sono una parte non trascurabile dei piaceri della vita.
Una giusta combinazione di liquidi e cibi garantisce una dieta sana e piacevole che soddisfa le esigenze fisiche e psicologiche.
Le bibite possono rientrare in una dieta bilanciata?
Sì, perché le bibite aiutano a soddisfare il fabbisogno giornaliero di liquidi che è fondamentale per mantenere un buono stato di salute.
La quantità di liquidi da consumare varia da 1,5 a 2 litri al giorno ed aumenta se fa molto caldo o per i soggetti più attivi.
Le bibite forniscono questi liquidi rinfrescando ed apportando anche l’energia dei carboidrati.
Per garantire una dieta bilanciata e nutriente è bene diversificare i tipi di cibi e bevande consumati.
Le bibite zuccherate fanno ingrassare?
Le persone tendono ad aumentare di peso quando assumono più calorie di quante ne bruciano. La scarsa attività fisica è tra i fattori più importanti nell’aumento di peso.
Le diete ricche di grassi possano favorire maggiormente lo sviluppo di fenomeni di obesità rispetto a quelle in cui predominano i carboidrati, zuccheri compresi.
I grassi forniscono 9 kcal/grammo mentre lo zucchero fornisce 4 kcal/grammo.
Obesità, stili di vita e nutrizione
I rapidi mutamenti sociali, economici e culturali delle nazioni a più elevato sviluppo industriale hanno comportato profonde modificazioni nello "stile di vita".
Nei Paesi occidentalizzati, il trasporto motorizzato, l'automazione ed il progresso tecnologico hanno determinato un aumento preoccupante della sedentarietà sia negli adulti che nei bambini tanto che si è assistito ad un aumento rilevante di molte malattie, tra cui l'obesità ed il sovrappeso.
Le bibite analcooliche ricoprono un ruolo importante perché contribuiscono a soddisfare il fabbisogno quotidiano di liquidi e, di conseguenza, facilitano una alimentazione ed uno stile di vita salutari.
Un consumo normale di bevande analcooliche, oltre a costituire da sempre una piacevole abitudine, è un elemento importante nell'ambito di un regime alimentare bilanciato in ragione degli effetti positivi sia dal punto di vista nutrizionale che della salute.
Come ricordano le "Linee Guida per una sana alimentazione" dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) non esiste infatti alcuna correlazione diretta tra consumo di zucchero e l'insorgenza di obesità, diabete e malattie cardiovascolari.
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Lo sviluppo dell'obesità è legato alla molteplice combinazione di più fattori. Tra questi figura la costituzione genetica dell'individuo quale elemento determinante nell'insorgere dell'obesità in concomitanza con i diversi modi con cui l'individuo reagisce alle condizioni esterne dell'ambiente in cui vive.
Paradossalmente, mentre l'obesità è in aumento, in alcuni Paesi il consumo totale di calorie è in diminuzione.
Gli esperti sostengono che questo sia dovuto ai livelli sempre più bassi di attività fisica ed al fatto che, in media, i nostri consumi calorici superano gli effettivi bisogni.
Le bibite e gli zuccheri
Il tema dello zucchero e dei dolcificanti ipocalorici nelle bibite ricorre spesso all’attenzione dell’opinione pubblica. Per quanto riguarda lo zucchero, l’attenzione si concentra sugli aspetti di igiene e salute dei denti e sulla obesità. Per quanto riguarda i dolcificanti ipocalorici, l’attenzione è sui problemi di sicurezza nella loro utilizzazione.
Le bibite zuccherate sono diverse e varie, differenti per sapori e gusti, dissetano e rinfrescano, contengono carboidrati che vengono dallo zucchero. Per queste caratteristiche contribuiscono a soddisfare il fabbisogno quotidiano di liquidi e di energia.
Sono chiamate “light”, le bibite dolcificate con dolcificanti ipocalorici e non con lo zucchero, leggere perché offrono ai consumatori delle alternative per dissetarsi con bibite a basso contenuto calorico, con un buon sapore ed un buon gusto in una gamma di numerose varietà.
Perché nelle bibite vengono utilizzati i dolcificanti ipocalorici?
Le bibite ipocaloriche sono state create per dare una risposta alle esigenze dei consumatori. Queste bibite offrono ai consumatori un’ampia gamma di scelta tra bibite senza aumentare la quantità di calorie nella dieta.
I dolcificanti ipocalorici utilizzati nelle bibite sono autorizzati dalle Autorità nazionali ed internazionali e pertanto ritenuti sicuri.
L’impiego di edulcoranti nell’Unione Europea è regolato da stringenti norme (in Italia dal Decreto ministeriale n. 209 del 27/02/1999 in attuazione delle direttive comunitarie n. 94/34/CE, 94/35/CE, 94/36/CE, 95/2/CE, 95/31/CE).
Per creare un gusto tipico e specifico nelle bibite è possibile utilizzare una miscela di differenti dolcificanti ipocalorici, tra cui l’aspartame.
L'aspartame, ad esempio, è un edulcorante a basso contenuto calorico, usato per dolcificare gli alimenti e come edulcorante da tavola. È uno degli ingredienti meglio studiati al mondo e tutte le valutazioni di rischio effettuate in modo indipendente, a livello internazionale, europeo e nazionale, hanno concluso che l'aspartame è un alimento sicuro. Nel suo rapporto del dicembre 2002, il Comitato Scientifico per gli Alimenti della Commissione Europea (Scientific Committee on Food - SCF) - oggi Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare - dichiarava: "L'aspartame è unico fra gli edulcoranti intensivi, in quanto il consumo dei suoi componenti è paragonabile all’apporto delle medesime sostanze derivate da alimenti naturali. E concludeva: "Il Comitato ha stabilito che sulla base della revisione di tutti i dati disponibili sugli animali e sull'uomo non ci sono evidenze che suggeriscano la necessità di riconsiderare l'esito delle precedenti valutazioni di rischio oppure la dose giornaliera accettabile (DGA) già stabilita per l'aspartame."
Diversi enti regolamentari e comitati di esperti scientifici, tra cui Health Canada, SCF, Food Standard Agency (FSA) del Regno Unito e l'Agenzia Francese di Sorveglianza e di Sicurezza Alimentare (AFSSA), hanno deciso di effettuare periodiche analitiche rivalutazioni della sicurezza dell'aspartame. Tutte queste recenti rivalutazioni hanno concluso che l'aspartame è sicuro.
Le bibite zuccherate provocano l'insorgenza della carie?
Spazzolare i denti con un dentifricio al fluoro due volte al giorno è considerata l'unica regola efficace ai fini della prevenzione dentale, mentre la riduzione del consumo di zuccheri risulta essere una misura inefficace.
La carie è causata dall’attività dei batteri presenti sulla superficie dei denti che convertono in acido alcuni carboidrati (zuccheri ed amidi). L’acido dà inizio al processo della carie.
L'incidenza della carie nei bambini si è abbassata di circa il 75% rispetto agli anni ‘70 e questo è avvenuto in contemporanea con l'introduzione del dentifricio al fluoro. Allo stesso tempo il consumo di zuccheri è rimasto costante.
Uno studio ha rivelato che, perché venga favorita la carie, è più importante il lasso di tempo in cui il cibo rimane all’interno della bocca rispetto alla quantità di zucchero contenuta negli alimenti.
La ricerca suggerisce che le cause di erosione dentale sono complesse ed i fattori rilevanti in relazione al regime alimentare ed alla salute dei denti, sono:
1. il periodo di tempo in cui i carboidrati sono a diretto contatto con i denti;
2. la frequenza con cui vengono assunti.
Le bibite sono a contatto con i denti per un periodo di tempo molto breve e tutti i residui sono spazzati via e neutralizzati dalla saliva. Inoltre lasciano meno residui sui denti rispetto ai cibi che contengono zuccheri ed amidi e che devono essere masticati o che tendono a restare contatto del dente o fra i denti per tempi abbastanza lunghi.
Le bibite e gli aromi
Nelle discussioni riguardanti una dieta sana e bilanciata spesso si tocca l’argomento della “naturalezza” dei cibi.
È necessario chiarire che gli aromi utilizzati nella preparazione di cibi e bibite possono essere naturali o riprodotti con sostanze chimiche identiche a quelle esistenti in natura.
Quale è la funzione degli aromi?
Gli aromi sono delle sostanze utilizzate nei cibi per conferire loro uno specifico sapore e, nel loro insieme, determinano un gusto.
Uno degli aspetti più importanti delle bibite è il sapore. Le bibite sono bevande a base di acqua aromatizzata disponibili in un’ampia varietà di gusti, rinfrescanti e gradevoli. Gli aromi consentono di ottenere tale varietà di gusti.
Il sapore tipico che contraddistingue ogni bevanda è infatti il risultato della fusione di diversi tipi di aromi.
Quali sono i diversi aromi utilizzati?
Molti degli aromi utilizzati nella preparazione dei prodotti alimentari sono presenti e si ottengono dalla natura (es.: erbe, piante e frutti, spezie, olii essenziali, etc.).
In natura esistono peraltro dei limiti alla produzione dati dalle stagioni e dalla geografia e pertanto molti di questi aromi, derivano da sostanze chimiche identiche che riproducono quelli esistenti in natura.
Per questo si può dire che gli aromi utilizzati nelle bibite sono naturali o identici a quelli naturali.
Esistono delle norme per l'utilizzo degli aromi?
L'utilizzo degli aromi nei prodotti alimentari è regolato in Italia dal Decreto Legislativo n. 107 del 25/01/1992 che ha trasposto nell'ordinamento italiano la Direttiva CEE 88/388.
Essa stabilisce i criteri generali, le definizioni e le regole per la descrizione degli aromi sulle etichette.
Quale è la funzione della caffeina nelle bibite?
La caffeina è un aroma ed appartiene ad un gruppo di composti presenti in natura in oltre 60 specie di piante. Gli effetti stimolanti della caffeina variano da persona a persona e cambiano in base ad altri fattori come l'età, il peso, il tipo di attività fisica, l'ora del giorno in cui attraverso un cibo o una bevanda si assume caffeina.
La caffeina è stata un ingrediente delle bibite a base di cola sin dalla loro introduzione oltre cento anni fa.
La quantità di caffeina presente nelle bibite a base di cola è molto bassa, in particolare se confrontata ad altre bevande (caffè, liquori al caffè, the). Un quarto o un terzo in meno rispetto, ad esempio, a caffè e the.
La qualità dell'acqua utilizzata nelle bibite
L’alta qualità dell’acqua è un fattore essenziale nella produzione delle bibite.
Oltre alle misure imposte dalla legge nazionale e dalle direttive comunitarie che riguardano la qualità dell’acqua potabile, l’industria delle bibite utilizza sistemi di purificazione perché l’acqua utilizzata nella produzione delle bibite deve corrispondere ai massimi standard di qualità.
Questi standard fissati dalle leggi sono spesso superati dai processi di depurazione dell’acqua utilizzata nella produzione adottati dalle aziende.
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Nel nostro Paese le prime bibite vengono proposte ai consumatori negli anni a cavallo fra l’Ottocento ed il Novecento in mercato però locale e circoscritto, qua e là in qualche Regione per una clientela ristretta che in qualche occasione si dissetava nei pochi chioschi e pubblici esercizi presenti in alcune città.
Una produzione di fatto artigianale che negli anni venti e negli anni trenta del secolo scorso cominciava a trasformarsi in una vera e propria industria.
E’ nel secondo dopoguerra, dal 1946 in poi, che vede i primi passi un vero e proprio sistema industriale che produce bibite gassate in una gamma di gusti sempre più ricca, in parallelo con le trasformazioni economiche e sociali del Paese, con decine e decine di stabilimenti via via aperti in tutte le Regioni italiane, con l’affermazione di marchi sempre più conosciuti e popolari.
Nei primi anni ’50 l’iniziativa di molti imprenditori riprendeva e portava in tutte le regioni italiane l’industria dell’imbottigliamento delle bevande analcooliche, riavviando un cammino che aveva visto già negli anni ’20 le prime fabbriche operare a livello locale.
Un settore industriale giovane di storia e tradizione, oggi rappresentato da grandi gruppi e da decine di medie imprese.
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